Craxi personaggio tragico
Cataniaoggi.com (www.cataniaoggi.com) - 28 aprile 2010
Chi è stato Bettino Craxi? Uno statista che è riuscito a fare uscire il Psi dallo stato di sudditanza dal Pci e ad avviare una stagione di riforme fondamentali per la
Repubblica? Oppure semplicemente un inquisito, un condannato, un latitante morto ad Hammamet? A distanza di anni la figura del leader socialista continua a fare parlare di sè: certo, si passa da
un estremo all'altro, dal lancio delle monetine a Roma negli anni "caldi" di Tangentopoli alle rivisitazioni storico-letterario, ragionate, complesse, senza "estremismi giustizialisti". In questo
quadro si inserisce il lavoro del regista teatrale e drammaturgo catanese Massimiliano Perrotta, presentato oggi pomeriggio, al Palazzo della Cultura, nel corso di un dibattito fra politici,
intellettuali, giornalisti. La sua è un'opera "Hammamet" in cui Craxi assume il ruolo del protagonista tragico: un'angolazione da cui vengono fuori pregi e difetti dell'uomo e del politico, punti
di forza e debolezze. Sullo sfondo la vicenda storica italiana, per quale ha dato la sua consulenza Mattia Feltri.
Il dibattito è stato vivace e moderato dal giornalista Carlo Lo Re: in sala non solo addetti ai lavori, ma tanta gente comune.
Il personaggio Craxi è stato così oggetto di analisi politica e storiografica: in particolare, il suo progetto di "unità socialista", su cui si è soffermato Salvo Andò, già Ministro socialista
dell'epoca e oggi Rettore della Kore di Enna. Da Andò spunti interessanti sul periodo di "Mani Pulite": l'ex Ministro ha detto che quell'inchiesta, nata con Mario Chiesa, arrivò quando già fatti
analoghi erano conosciuti, ai tempi dell'indagine milanese della cosiddetta "Duomo Connection". Perchè si aspettò? Perchè quelle carte rimasero nei cassetti della magistratura milanese? - si è
chiesto Andò. Alla fine, la crisi del sistema dei partiti - nell'analisi di Andò - determinò sotto i colpi della magistratura il crollo della Prima Repubblica. Non a caso, facendo un paragone con
quanto accade oggi, secondo l'ex ministro "l'accanimento giudiziario contro Berlusconi" non produce lo stesso effetto, in quanto c'è una leadership che ha una legittimazione di base.
Per Andò, comunque, quella di Craxi è una storia di un uomo politico della sinistra, avverso agli estremismi e indirizzato piuttosto su un modello socialdemocratico e di riforme. Temi condivisi
anche dall'assessore comunale alla cultura Fabio Fatuzzo nel suo intervento, in particolare sul piano dell'evoluzione dei socialisti italiani. I docenti Giuseppe Barone e Ferdinando Gioviale
hanno dato un contributo di taglio storico: in particolare Gioviale ha ricordato l'episodio di Sigonella, il "no" a Reagan. Da parte sua, Nello Musumeci ha detto che a destra "Craxi piaceva", per
il taglio decisionista, l'orgoglio patriottico rivalutato e la decisione di rompere con la tradizione del cosiddetto "arco costituzionale" che metteva in un angolo di fatto il Msi. Certo, a
destra la "questione morale" era molto sentita -ha aggiunto Musumeci, per il quale "Mani Pulite" non è stato un fenomeno da spiegare in termini di ambigui retroscena, quanto piuttosto per
l'incapacità e l'arroganza della Politica di autodeterminarsi.




