Sikeliana e la sfida dei libri 

 

 

 

 

 

Melania Manzoni - Mag On (www.pollinonline.com) - 15 marzo 2010

 

Lungo il corso della Storia le giovani generazioni sono sempre state identificate attraverso slogan e simboli, la nostra epoca ci ha ri-battezzati “Generazione wikipedia”, a dimostrazione del nuovo uso del libro e della tecnologia a fini culturali e di studio. Ma, se questo è il nostro contesto, è possibile continuare a credere nella scrittura e nella sua qualità? Lo abbiamo chiesto a chi di recente ha iniziato una avventura in questa direzione, si tratta dell'Associazione Sikeliana che intende pubblicare libri di scrittori, sia in accurate edizioni cartacee sia cercando di sfruttare al meglio le opportunità offerte dal formato e-book. Animata dall’ambizione di trovare lettori anche a libri comunemente ritenuti marginali o di nicchia, Sikeliana debutta con la collana “Occidente” che si propone di rivisitare e rileggere la grande tradizione occidentale. Tra narrativa e poesia, teatro e saggistica Sikeliana mira a creare una nuova cultura, un progetto ambizioso ed importante di cui ci ha parlato Florinda Perrotta, direttore editoriale della casa editrice.

Quando è nata Sikeliana?
Lo scorso gennaio. Era un sogno nel cassetto da sempre e per una fortunata convergenza di cose siamo riusciti a metterla su. L’idea era quella di una casa editrice che pubblicasse libri “di nicchia”, sia seguendo i normali canali editoriali, quindi il classico libro cartaceo, sia puntando sulle nuove tecnologie dell’editoria digitale.

Quale è la mission che sostiene il progetto?
Fare libri e farli bene! Sia da un punto di vista contenutistico che grafico. Fare pochi libri ma buoni è un po’ la nostra filosofia. Credo che si sia oggi un po’ perso il mestiere dell’editore vecchio stampo per lasciar posto all’editore-imprenditore che ha come unico scopo quello di far tornare i conti, magari vendendo libri qualitativamente discutibili. A noi piacerebbe riappropriarci della vecchia figura dell’editore che sceglie i libri in base allo spessore intellettuale e culturale. Il ritorno economico è importante, ma non deve essere l’elemento trainante del ‘mestiere di far l’editore’.

Che impatto ha la creazione di questa attività imprenditoriale sul territorio? La sede è una realtà periferica come il paese di Mineo, come vi relazionerete con il mercato?
La creazione di una casa editrice in un piccolo paese della Sicilia è parsa a molti azzardata. Dal mio punto di vista rappresenta invece una scommessa avvincente. La nostra terra è piena di menti che possono realizzare davvero molto, ma spesso c’è qualcosa che ci blocca, soprattutto i giovani non riescono a cogliere le opportunità che la Sicilia può dar loro. Forse bisognerebbe farsi guidare di più dal proprio istinto e lasciarsi andare inseguendo dei sogni realizzabili. Quindi Mineo, piccolo paesino della provincia di Catania, diventa per noi un punto di partenza per dialogare col mondo. La nostra casa editrice è fortemente radicata nel territorio, lo dice il nome stesso: Sikeliana… Sikelia era il nome con cui Omero si riferiva alla Sicilia e quindi Sikeliana è siciliana con la K.

Esiste una relazione con il territorio? Pubblicherete solo libri di scrittori siciliani o testi incentrati su temi regionali/nazionali?
Il nostro primo libro, che è uscito a inizio febbraio, è il testo teatrale “Hammamet” di Massimiliano Perrotta, uno scrittore siciliano. Tocca un tema rilevante e controverso della nostra storia nazionale cioè la figura di Bettino Craxi. Riguardo ai prossimi libri punteremo ancora su autori siciliani, non escludendo gli altri ovviamente.

Quali obiettivi per il futuro?
I progetti in cantiere sono molti. Nei prossimi mesi promuoveremo “Hammamet” anche fuori dalla Sicilia e lo pubblicheremo in formato e-book. Poi, magari prima della stagione estiva, ci piacerebbe uscire con un altro titolo della nostra prima collana “Occidente”. In autunno punteremo molto sulle nostre collane di e-book.

Che genere di libri pubblicherete?
Saggistica, narrativa, teatro, poesia… qualunque cosa sentiremo in linea con il nostro gusto e la nostra politica editoriale.

Per quanto riguarda la novità dell’e book, il mercato dell’editoria dimostra di doversi adeguare alla tecnologia; come raccolgono questa sfida i piccoli editori?
Beh, con l’avvento degli e-book di sicuro qualcosa cambierà. Utilizzo il futuro perché ancora in Italia non c’è stata una vera affermazione dell’editoria digitale. Per noi piccoli editori sarà senz’altro una grande opportunità se sapremo muoverci bene e in fretta. Reputo che l’e-book sia qualcosa di alternativo al libro cartaceo e non un suo sostituto. E darà la possibilità di accesso alla lettura a molti, in quanto i libri in formato digitale avranno dei prezzi quasi dimezzati.
Il ruolo dell’editore resterà centrale perché nel mondo della rete, dove tutti possono pubblicare tutto, saranno il marchio e una riconoscibile politica editoriale a portare il lettore-acquirente a scegliere un testo piuttosto che un altro nella miriade di testi proposti.

Quale sarà il circuito della distribuzione?
Puntiamo sui canali tradizionali ma anche su quelli innovativi. Per esempio il nostro libro “Hammamet” è presente in diverse librerie fiduciarie e da metà marzo anche nelle edicole siciliane in abbinamento al Giornale di Sicilia, ma è acquistabile anche sul nostro sito http:www.sikeliana.com e a breve diventerà un e-book. Non dimentichiamo poi che oggi ci sono tanti canali non tradizionali per pubblicizzare un libro: noi abbiamo già una pagina su facebook, una su twitter, una su youtube e presto saremo presenti in altri social media.

Un augurio per i progetti e le iniziative future di Sikeliana, di cui Mag On continuerà a seguire e sostenere le sfide.

 

 

    

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